sussurrato da Dada @ 13:33 - lunedì, 29 giugno 2009 in
Devo solo star male evidentemente... un anno e mezzo dietro a un sogno per poi scoprire che tenevo in mano solo un pugno di sabbia, che ora scivola nel vento e si disperde, sospinta dalla tua noncuranza di volermi donare una risposta, una certezza... Grazie


sussurrato da Dada @ 01:17 - giovedì, 28 maggio 2009 in


VNV NATION - "ILLUSION"

I know it's hard to tell how mixed up you feel
Hoping what you need is behind every door
Each time you get hurt, I don't want you to change
Because everyone has hopes, you're human after all
The feeling sometimes, wishing you were someone else
Feeling as though you never belong
This feeling is not sadness, this feeling is not joy
I truly understand. Please, don't cry now

Please don't go, I want you to stay
I'm begging you please, please don't leave here
I don't want you to hate for all the hurt that you feel
The world is just illusion trying to change you

Being like you are
Well this is something else, who would comprehend?
But some that do, lay claim
Divine purpose blesses them
That's not what I believe, and it doesn't matter anyway
A part of your soul ties you to the next world
Or maybe to the last, but I'm still not sure
But what I do know, is to us the world is different
As we are to the world but I guess you would know that

Please don't go, I want you to stay
I'm begging you please, please don't leave here
I don't want you to hate for all the hurt that you feel
The world is just illusion trying to change you
Please don't go, I want you to stay
I'm begging you please, oh please don't leave here
I don't want you to change for all the hurt that you feel
This world is just illusion always trying to change you

Please don't go, I want you to stay
I'm begging you please, please don't leave here
I don't want you to hate for all the hurt that you feel
The world is just illusion trying to change you
Please don't go, I want you to stay
I'm begging you please, oh please don't leave here
I don't want you to change for all the hurt that you feel
This world is just illusion always trying to change you
sussurrato da Dada @ 15:28 - venerdì, 15 maggio 2009 in riflessioni, avvisi, attualità, omofobia, temi sociali, culti e affini
In occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia il Gruppo Varco (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) aderisce alla proposta partita dal Convegno Nazionale REFO di Firenze che ha invitato le realtà locali ad organizzare Veglie ed Incontri di Preghiera per ricordare le vittime dell’omofobia e chiedere al Signore di liberarci tutti dalle paure che ci impediscono di accoglierci tra noi come fratelli e sorelle in Cristo.

La nostra scelta è quella di vivere questo momento di preghiera in comunione con tutta la comunità e non in un momento separato ed avulso dalla vita della nostra Chiesa. Anziché in una Veglia, la nostra preghiera sarà dunque una preghiera di tutta la Chiesa Valdese di Milano ed avverrà in occasione del Culto di Domenica 17 Maggio 2009, che sarà presieduto dalla Pastora Anne Zell ed animato dai componenti del Gruppo Varco.

Ispirandoci al versetto scelto per le celebrazioni del 2009 tratto da I Giovanni 4,18 “Chi ha paura non è perfetto nell’amore”, vivremo dunque un momento di comunione con la Chiesa di Milano (e con tutti coloro che vorranno essere con noi quel giorno) arricchendo il Culto con le nostre preghiere e testimonianze, ma anche con la nostra presenza visibile.

In questo modo crediamo anche di assolvere al mandato che abbiamo ricevuto dal Circuito ed in tempi più recenti dal Documento approvato dall’Assemblea-Sinodo del 2007, cioè quello di sensibilizzare le comunità locali promuovendo l’accoglienza e la valorizzazione delle persone omosessuali e transessuali".

Tutti/e sono invitati a pregare insieme a noi Domenica 17 Maggio alle ore 10:45 presso il Tempio della Chiesa Valdese di Milano in via F. Sforza 12/A  (MM1 San Babila- MM3 Missori. Ritrovo ore 10.30)

Per informazioni potete contattare me, che sono il segretario del Gruppo Circuitale Varco-Refo di Milano e Lombardia webmaster.varco@yahoo.it
sussurrato da Dada @ 13:43 - mercoledì, 06 maggio 2009 in articoli, attualità, omofobia, temi sociali
Tratto da www.gionata.org.

"Chi ha paura non è perfetto nell’amore". Una preghiera universale anti omofobia

veglia2009Articolo di Delia Vaccarello da l'Unità del 4 Maggio 2009

Non si può amare se la paura è troppa. Se induce al nascondimento e alla vergogna. Ma ci si può vergognare dell’amore? Una «carica di credenti» si prepara alla giornata mondiale contro l’omofobia che è diventata una settimana, dall’11 al 17 maggio.
Se lo scorso anno si è concluso con la proposta della «depenalizzazione universale» degli atti omosessuali presentata all’Onu su iniziativa francese che ha raccolto oltre un terzo delle adesioni compresa quella dell’America di Obama, il 2009 si rivela l’anno della preghiera universale contro la violenza ai danni di lesbiche, gay e trans.

Da Parigi a Palermo, da Londra a Pinerolo, si organizzano veglie e momenti di preghiera con un obiettivo fondamentale: aprire gli occhi, combattere l’ipocrisia.




STOP ALL’IPOCRISIA

Non a caso il banner dell’iniziativa raffigura una persona con una benda sul volto. Il riferimento è a coloro che non vogliono vedere l’amore e lo colpiscono condannando i sentimenti altrui, nonché ai tanti omosessuali che introiettano l’odio e aggrediscono se stessi. La frase «di battaglia» è di Giovanni: «Chi ha paura non è perfetto nell’amore».

Con queste parole si apre il video che campeggia nel sito http://www.gionata.org/in-veglia/2009.html da cui viene lanciata l’iniziativa e dove giungono adesioni dalle associazioni italiane.

Il respiro internazionale trova la sua sponda nell’evento previsto a Parigi che punta il dito anche contro la transfobia e invita a raccolta i credenti di tutte le religioni e i laici partecipi: Le persone trans sono vittime del silenzio delle famiglie, del vuoto giuridico e di una ingerenza medica pronta a classificare quelli che escono dalla “norma”». Appuntamento il 17 alla Maison Verte al 127 di Rue Marcadet.

L’ora della preghiera scatta anche a Palermo, «Paura, discriminazione, violenza, Omofobia….anche tu, insieme a noi, puoi dire basta!»: con questo messaggio i ragazzi e le ragazze del gruppo «Ali d’aquila», omosessuali cristiani di Palermo, partecipano, anche con un video suggestivo, alle veglie per il rispetto dell’amore.

Non c’è da stupirsi della presenza corale, del tam tam diffuso sui siti web e a colpi di immagini visibili in tutto il mondo. Le veglie vogliono essere un momento di preghiera ecumenica e di testimonianza cristiana – scrivono gli organizzatori – «perché non possiamo stare in silenzio quando milioni di uomini e donne soffrono nel mondo (minacciati, torturati e anche uccisi in alcuni Paesi) solo perché esistono, perché amano e vogliono vivere l’affettività che il Signore ha dato loro».



SMETTERE DI TACERE

La verità è semplice: quandosi smette di tacere non si può più tornare indietro. Se la politica in paesi come il nostro fa resistenza, se il giudizio sociale nega, c’è sempre qualcosa di più forte.

L’impatto della trasformazione sociale si fa sentire grazie alle emozioni e ai sentimenti, tramite l’arte, la poesia, le fedi. Rosa Salamone, vicepresidente nazionale della Refo (Rete Evangelica fede e omosessualità) dice: «Noi non possiamo essere liberi fino a quando i nostri fratelli e le nostre sorelle saranno schiavi di un razzismo senza fondamento nei confronti degli omosessuali, transessuali e bisessuali.

Non ci sarà libertà per noi fin quando non contribuiremo tutti insieme, valdesi, metodisti, battisti, cattolici, veterocattolici, laici, atei, credenti e non al cambiamento dei cuori e delle legg i
». Parole «sante».
sussurrato da Dada @ 13:36 - lunedì, 27 aprile 2009 in articoli, storia e civiltà, temi sociali
Un po' di luce sul viaggio che compirò a Helsinki, a nome del Gruppo Varco-Refo, tra poco meno di un mese, come rappresentante del protestantesimo storico italiano.

(Articolo tratto da Gionata.org)


Il Forum europeo dei gruppi cristiani glbt: un po’ di storia

European forum of lesbian, gay, bisexual & transgender christian groups)
Testo di Alessandro Andò e Fabio Regis


Il Forum europeo dei gruppi cristiani di Lesbiche, gay, bisessuali & transgender (European forum of lesbian, gay, bisexual & transgender christian groups) è nato a Parigi nel 1982. In quell’occasione si riunirono 16 persone aderenti a 7 gruppi diversi, provenienti da 5 paesi europei.
Da allora il Forum ha raggiunto importanti risultati: una costante crescita del numero dei gruppi aderenti; una incrementata partecipazione delle donne; contatti di alto livello con la Conferenza delle Chiese Europee (CEC); contatti ufficiali col Concilio mondiale delle Chiese (WCC); adesione a ILGA-Europe; utili scambi di informazioni.

Ogni anno, normalmente nel mese di maggio, il Forum si riunisce per una conferenza, sempre in un paese diverso. Alla conferenza partecipano i delegati dei gruppi membri. Il Forum ha due co-presidenti: un uomo e una donna. Attualmente il co-presidente uomo è Enric Vilà (Spagna) e la co-presidente donna è Hilde Raastad (Lussemburgo).

Le decisioni e le dichiarazioni vengono prese sulla base di votazioni e ogni delegazione ha un numero di voti in funzione del numero di iscritti.

L’Italia ha ospitato la Conferenza una sola volta nel 1989 a Praly, nei pressi di Torino, presso il centro ecumenico Agape della Chiesa valdese. A quella conferenza parteciparono 23 gruppi di gay e lesbiche cristiani d’Europa.

La Conferenza del 2008 si è tenuta vicino a Londra. Il tema è stato “Radicati nel generoso amore di Dio”. Tra i relatori ci sono stati il parlamentare europeo Richard Howitt, il reverendo anglicano Jeffrey John e la reverenda Nancy Wilson, moderatrice della Metropolitan Community Church.
C’è stata inoltre la partecipazione del musicista Peterson Toscano (sopravvissuto a un tentativo di cambiamento sessuale) e animatore dell’iniziativa di denuncia contro le terapie riparative (beyondexgay.com).

Durante la conferenza del 2008, si sono tenuti vari seminari tra cui alcuni dedicati alla situazione dei gay e delle lesbiche nella Chiesa cattolica. Il seminario “Politica o spiritualità? Dinamiche e strategie dei gruppi cattolici di lesbiche e gay in Europa” è stato condotto da Michael Brinkschoeder (ndr che è intervenuto,  in qualità di osservatore del Forum,  al Convegno annuale di Firenze della REFO nel mese di ottobre 2008).

Durante il seminario si è discusso di come le lesbiche e i gay cattolici vivano molto spesso in una situazione di disprezzo e discriminazione religiosa all’interno della loro chiesa. Questa situazione varia in base a diversi contesti teologici, psicologici, politici e giuridici, e in funzione dell’influenza che la Chiesa cattolica ufficiale ha sulla società in generale.

All’interno di questi contesti, i gruppi e le reti di cattolici gay e lesbiche hanno sviluppato molteplici strategie per migliorare la loro situazione, ad esempio la mutua assistenza spirituale, la costituzione di comunità di credenti omosessuali, lo sviluppo di una teologia delle minoranze sessuali, l’attivismo politico, l’approfodimento della spiritualità cristiana, il volontariato per i diritti umani e per le persone in difficoltà.

L’altro seminario dal titolo “Può un cattolico essere felice di essere gay?” è stato condotto da Andrea Kruger. Durante il seminario sono stati raccolti stimoli per una raccolta di storie sulla vita dei gay e lesbiche cattolici in Europa. Il libro sarà pubblicato nell’ambito delle iniziative del Forum europeo.
 
Nel 2010 la Conferenza si terrà in Spagna, a Barcellona.
sussurrato da Dada @ 14:37 - mercoledì, 08 aprile 2009 in riflessioni, articoli, attualità
Un boato. La terra trema. In una nuvola di polvere e calcinacci la vita delle persone cambia radicalmente. Chi perde tutto, materialmente e spiritualmente, gente privata e svuotata. C'è chi perde la vita, per fatalità, chi si salva, chi ci lascia. Il mio pensiero va alle migliaia di persone colpite sotto ogni punto di vista umano e spirituale da questa catastrofe. Le persone però non hanno solo bisogno di pensieri e preghiere, ma di fatti concreti, di aiuto e di sostegno da parte di tutti: raccolte fondi, viveri, acqua, vestiario, beni di prima necessità e non solo. Crercherò anche io nel mio piccolo di poter contribuire in qualche modo, magari attraverso la raccolta fondo organizzata dalla FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) di cui la Chiesa Valdese (di cui sono membro) fa parte. A parte questo vorrei spendere due parole sul lato spirituale di questa immane tragedia. Capisco che Dio molti lo sentano lontano in questo momento, ma come per molti l'idea di Dio è lontana, per altri la fede è la sola ancora di salvezza per non cadere nel baratro.

Come poter conciliare il pensiero di un Dio buono, di fronte al male devastante che ha sconvolto la vita di migliaia di persone, alla sofferenza per la perdita di persone e cose care?
Ho sentito e letto di gente che accusava Dio dicendo: "Ecco Dio, cosa fa alla povera gente". Quando succedono cose belle è merito di se stessi, della fortuna, ecc... Quando invece accadono cose brutte davanti alle quali non ci si può dar pace, allora ecco che si incolpa Dio. Dio è sempre colpevole solo delle cose brutte, mai di quelle belle.
Questa è una scelta limitante e denigrante di Dio. Dio è origine del Male (il Male deve essere stato creato obbligatoriamente da Dio, non è ingenerato), ma non ne è l'artefice: Dio è libero, e nella sua libertà sceglie il Bene. L'uomo non ha la stessa libertà assoluta di Dio e perciò è' l'uomo l'artefice del male, non Dio, in quanto può sceglierlo. E' complessa come idea e non voglio dilungarmi troppo.
Chi ha costruito le case in un determinato modo? Dio o l'uomo? Chi ha operato speculazioni edilizie senza badare alla conformazione del territorio? Dio o l'uomo? Un evento naturale non è imputabile a Dio, come non lo è il crollo di una abitazione costruita senza i dovuti requisiti.  Non fermiamoci al Medioevo imputando a Dio ogni sciagura umana e naturale, non scadiamo in un fondamentalismo da quattro soldi, in cui le sciagure sono viste come punizioni divine. Dio è fonte di grazia, ma la grazia non è essere salvati o meno da un evento naturale, vincere al superenalotto o altro: la grazia è la salvezza dell'anima che Dio opera per mezzo della fede di ognuno.

Dio “fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e gli ingiusti” (Mt 5:45). Le cose brutte accadono quindi anche alle persone buone. Il testo vuole far cambiare l'immagine comune di Dio, secondo cui il male deriva dal peccato, come una punizione dall'alto: le cose negative avvengono nel mondo a prescindere da questo.

Nel libro di Giobbe è racchiusa una frase shockante: “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore” (Giobbe 1:21). Credo che nessuno riuscirebbe mai a pronunciare una frase simile in questi casi. Io nella mia limitatezza sarei nella disperazione più nera, così come so che si trovano migliaia di persone dell'Abruzzo e molte altre sparse per l'Italia che piangono i loro congiunti, che hanno perso la vita in seguito al sisma. Non riuscirei a scorgere una luce. La vita invece continua, per coloro che devono rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. E' difficile, è devastante ricominciare da zero, e lasciarsi alle spalle una vita intera di affetti e di ricordi. Questa frase di Giobbe però non vuole minimizzare l'accaduto o la sofferenza delle persone, anzi, in questo contesto ci aiuta a pensare che la vita ci appartiene ancora, e che non serve incolpare Dio della propria sofferenza. Incolpiamo piuttosto i responsabili delle conseguenze evidenti di un evento naturale nemmeno raro nel nostro Paese e nel mondo, responsabili umani!

Detto questo questo mi dissocio e anzi disapprovo con fermezza le parole di un noto sacerdote cattolico romano, che dimostra un fondamentalismo fuori dal tempo imputando a Dio l'accaduto dalle onde di Radio Maria, sostenendo che "Il Signore ha voluto in questa settimana santa che in qualche modo anche loro partecipassero al mistero della sua passione. Vogliamo vedere qualcosa di positivo, anche in questa tragedia. In fondo il Signore quando vuol farci partecipare delle sue sofferenze vuol farci anche partecipare della gloria della sua resurrezione". Si tratta di una affermazione fuorviante, che non aiuta la gente a riflettere sul mistero della sofferenza, ma anzi, la aiuta a incolpare Dio di qualcosa di cui non è responsabile, come abbiamo dettop poc'anzi.

Sembra quasi che io alla luce dei fatti pensi solo a parlare di Dio e non degli uomini. Non è affatto così, ci tenevo solo a precisare un fatto che ritenevo importante data la tematica del mio blog. QUi di seguito anzi segnalo l'iniziativa della FCEI:

Per chi volesse inviare delle donazioni può farlo utilizzando il seguente conto corrente postale specificando la causale "Terremoto Abruzzo": ccp n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002, intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma.

A riprova che non si tratta di una raccolta fondo fasulla, organizzata da sciacalli che speculano sulla tragedia altrui, vi posto il link di riferimento dove potere avere le conferme a riguardo sul sito della chiesa valdese.
sussurrato da Dada @ 12:13 - sabato, 28 marzo 2009 in citazioni, temi sociali
" Potete bruciare i nostri corpi, ma non potete distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro"
(Sacco e Vanzetti)
sussurrato da Dada @ 09:33 - domenica, 15 marzo 2009 in cazzate, scleri, my diary
Scrivo un post, così...tanto per informarvi che sono vivo, che sto studiando tra alti e bassi d'umore e quindi tra alti e bassi d'impegno. Ad aprile ho l'esame di Storia della Riforma, sperando di poterlo passare anche se ho qualche riserva. La mia mente è arrugginita dal 2000, anno in cui diedi l'ultimo esame della mia carriera universitaria... 9 anni sono tanti direi! Subito dopo l'esame (che avrò a Roma dove ha sede la mia università), partirò per la consueta Festa di Beltane con tutte le persone a me più care: un momento per ricaricare le energie (anche se dormire in tenda mi stressa e non poco), in una rievozione celtica di 3 giorni che mi è molto cara.
Prosegue il mio impegno settimanale come maestro di doposcuola e i bambini sono sempre turbolenti, ma sto cominciando ad avere più pazienza (o rassegnazione). A maggio andrò a rappresentare i gay protestanti italiani delle chiese battiste, metodiste e valdesi  come delegato al Forum Europeo dei gruppi cristiani LGBT che si terrà ad Helsinki (Finlandia): un impegno e un ruolo che mi auguro di ricoprire al meglio, anche se più il tempo passa e più mi viene l'ansia da prestazione. Insieme a me, come delegato italiano per i gruppi cattolici, ci sarà Fabietto. Finalmente anche l'Italia avrà i suoi rappresentanti.
L'impegno col Gruppo Varco è quello che più mi soddisfa ovviamente, spero che continui così e sempre meglio.
Sento sempre di più il bisogno di uno stacco, di andare alle Valli Valdesi a rilassarmi un poco... che ne so... anche a Torre Pellice mi basterebbe. Già solo il fatto di essere andato su per il XVII Febbraio mi ha rigenerato.
Quest'estate ho intenzione di andare su ad Agape (Prali, provincia di Torino): al campo omo non credo andrò (non posso star via 2 settimane, il gatto dove lo smollo?), ma al campo teologico internazionale sì, e spero con la Katyuccia... quindi almeno una settimana di relax me la prendo.
Prossimamente pubblicherò alcune riflessioni scritte da me che sono il frutto di alcune elaborazioni fatte per l'università, ma che mi va di condividere con voi... così tanto per ammorbarvi con i miei cosiddetti "pseudo-sermoni", ahahaha.
A presto. Ciao a tutti, miei pochi ma fedeli lettori.
sussurrato da Dada @ 16:04 - martedì, 10 febbraio 2009 in riflessioni, attualità, temi sociali
Oh, se faceste silenzio!
Esso vi sarebbe contato come saggezza. (Giobbe 13:5)


Davanti alla sofferenza della famiglia Englaro in tutti questi anni, di fronte al ritorno alla casa del Padre di una vita che non era più vita da diciassette anni, la politica e soprattutto la Chiesa di Roma dovrebbero stare in silenzio. Invece odo voci di sciacalli riecheggiare dal Vaticano: "Omicidio". Non starò qui a dilungarmi sulla questione se Eluana fosse o meno  "vitale" e fosse giusto o sbagliato accompagnarla al termine della sua vita ormai meramente biologica. Sapete tutti quanti la mia opinione: la natura avrebbe fatto il suo corso già anni orsono se non ci fosse stato il progresso scientifico, e a mio giudizio ognuno deve essere libero di scegliere il proprio destino, una volta che esso è segnato in maniera irreversibile. Sono a favore del testamento biologico, ma non nella forma limitativa proposta dal nostro attuale governo moralmente arroccato su ideali retrogradi sulla salvaguardia della vita in ogni sua forma anche quando essa non è più definibile come tale. Un ente ecclesiastico di potere, che ha subìto sofferenza e martirio prima dell'Editto di Costantino, e che ha perpetrato sofferenze ed elargito largamente la morte nella storia del Medioevo e non solo, ora in epoca moderna e contemporanea si fa giustamente paladina della vita dal concepimento alla morte, ma calpestando ancora una volta l'autodeterminazione degli individui e influenzando la politica di uno stato sovrano e laico che dovrebbe farsi portavoce di tutte le realtà, anche quelle non cattoliche. Voglio fare silenzio su Eluana. Ora è il momento di tacere e riflettere. Basta schiamazzi inutili.
Il Signore ha evidentemente richiamato alla sua luce un'esistenza ormai distrutta, prima che fosse approvata una legge che avrebbe prolungato la sofferenza in nome di un'ideale moralista e antilibertario: una legge appoggiata da uno stato straniero e da un'ente religioso che non è nemmeno la voce di tutta la cristianità, e a quanto ho visto nemmeno dello stesso cattolicesimo romano di cui si fa portavoce! Una legge per la quale un capo di governo ha l'arroganza di sfidare il capo dello Stato.
Auspico che il passato momento di concitazione degli eventi, in questa nuova dimensione di calma, faccia riflettere il legislatore e l'opinione pubblica verso un'ottica di libertà individuale e di umanità, nel rispetto di tutte le opinioni in merito. Se i cattolici più intransigenti boicotteranno la legge sul testamento biologico, a me sta bene, è politicamente corretto che lo facciano: i cattolici decideranno in propria coscienza di non usufruire di questo diritto nel momento in cui si presenterà loro l'occasione, ma la legge va approvata comunque in nome di quanti come me, che sono valdese, e come milioni di altri cittadini italiani che la pensiamo diversamente.

Ciao Eluana!

Sto in silenzio, non aprirò bocca, perché sei tu che hai agito. (Salmi 39:9)
sussurrato da Dada @ 12:16 - martedì, 27 gennaio 2009 in riflessioni, attualità, omofobia, storia e civiltà, temi sociali
il 27 gennaio 1945 si aprivano i cancelli dell'Inferno sulla Terra, Auschwitz, il piu celebre, ma ahimè non il solo, campo di concentramento e di sterminio del regime nazista. Solo 64 anni ci sepano da quella data. Alcuni sopravvissuti, all'epoca bambini, ci sono ancora.
Molto è accaduto da allora, avvicendamenti politici e rivoluzioni sociali in tutto il mondo ci hanno mostrato che i genocidi e le pulizie etniche non sono scomparse.
Le discriminazioni su base razziale, etnica, religiosa e sessuale sono all'ordine del giorno in molte parti del pianeta.
Gli errori del passato, come considerare l'ebraismo non una religione ma una "razza", ancora non sono venuti meno. Se paradossalmente io, uomo caucasico e cristiano, decidessi di convertirmi all'ebraismo, il mio DNA si muterebbe anch'esso facendomi cambiare razza? Assurdità.
Le discriminazioni su base religiosa e sessuale poi sono all'ordine del giorno, e non solo nei paesi islamici, come mostrano i media in questi giorni.
Il quadro generale è abbastanza cupo. Nel Bel Paese mancano leggi che tutelino gli omosessuali (e i transessuali) da atti di violenza ad opera di gruppi o singoli omofobi e simpatizzanti dell'estrema destra. Non dimentichiamoci mai che non solo gli ebrei furono condotti nei campi di concentramento, ma anche minoranze etniche, dissidenti, omosessuali, comunisti, oppositori e anche alcune tipologie di diversamente abili.
Chiunque si opponesse al Regime faceva la stessa fine, anche esponenti religiosi. Tra le menti del protestantesimo ostili al regime che persero la vita ricordiamo il celebre teologo Dietrich Bonhoeffer. I Valdesi e i protestanti furono avversi al Regime in Italia e molti di loro furono partigiani, molte le medaglie d'oro.
Il Regime in Italia si legò saldamente al Cattolicesimo Romano, guardando con sospetto le minoranze religiose. I totalitarismi nazifascisti ormai sono caduti dal dopoguerra, e la democrazia, le età delle rivoluzioni di costume e società, hanno ottenebrato nelle menti la memoria diquesti orrori indicibili.
Oggi tuttavia si assiste ad una nuova primavera di ideologie di estrema destra, apertamente omofobe, xenofobe, antisemite, nazionalistiche e che indegnamente talvolta si rifanno addirittura ai principi di una sedicente religiosità cristiana conservatrice.
La Chiesa Cattolica Romana, che condanna la violenza e la discriminazione e predica il dialogo tra le nazioni, ha di fatto però congelato negli ultimi anni i rapporti con le altre confessioni cristiane, tornando a ergersi a unica e sola chiesa di Cristo; ha ripristinato la messa tridentina pre-conciliare nella cui liturgia si prega per la conversione degli ebrei; ha tolto pochi giorni fa la scomunica agli ultra-tradizionalisti vescovi lefebvriani (scomunicati nel 1988 da Giovanni Paolo II) fra i quali il vescovo Williamson, celebre per avere personali opinioni negazioniste nei confronti della Shoà (Ricordo per chi non lo sapesse che nel messale usato dalla Fraternità San Pio X, i lefebvriani, è in uso ancora il messale tridentino in cui si parla di "perfidi ebrei", versione che invece è stata cancellata da Papa Benedetto XVI in occasione del ripristino della messa tridentina). Questa scelta da parte del papa si rivela alquanto infelice a ridosso della Giornata della Memoria e nello stesso periodo del cinquantenario del Concilio Vaticano II (che i lefebvriani negano e rigettano), il cui spirito innovatore e riformatore è ormai spento all'interno delle alte sfere vaticane ed è evidente. E' in corso il processo di beatificazione di papa Pio XII, famoso per aver taciuto di fronte agli orrori dei rastrellamenti nazisti sotto i suoi occhi anche a Roma. E' vero anche che molti ebrei trovarono rifugio presso monasteri e conventi, ma c'è anche da dire che molti bambini ricevettero battesimi forzati. Luci e ombre di una stessa storia. Si potrebbe andare avanti molto su questa linea, ma ben poco c'è da dire ormai su un cattolicesimo che dopo un periodo rivoluzionario post-conciliare si sta nuovamente arroccando verso destra, e verso un coservatorismo antimodernista che ha avuto i suoi frutti recenti con il rifiuto di appoggiare la decriminalizzazione universale dell'omosessualità per non discriminare quei paesi dove i gay e le lesbiche vengono perseguitati.

Altre confessioni come quella Valdese (che è la mia da quando ho lasciato il cattolicesimo), ma non solo,  sono aperte al dialogo interreligioso, interconfessionale: basti vedere anche le posizioni concilianti della Chiesa Valdese in materia di contraccezione,  interruzione di gravidanza, omosessualità, che propugnano la netta separazione tra la chiesa e lo Stato, cosa che in Italia di fatto non avviene.


Sessantaquattro anni sono passati, e la società occidentale anzichè imparare dalla storia, ripercorre errori simili: razzismo, rastrellamenti nei campi rom eseguiti con metodi che ledono la dignità umana, atti di omofobia e transfobia spesso molto violenti e talvolta mortali, discriminazioni tra classi sociali all'interno di una stessa nazione, ascesa di gruppi di estrema destra talvolta anche riconosciuti dallo Stato, inasprimento del conservatorismo morale e religioso da parte delle confessioni fondamentaliste, il vacillare di concetti come democrazia e laicità, atti di vandalismo ai danni di cimiteri ebraici e il negazionismo a volte politico e a volte religioso nei confronti della Shoà stessa.
Tutta questa gente è lontana anni luce dal messaggio di pace, fratellanza e uguaglianza predicata nel messaggio di Gesù Cristo e in questa giornata della Memoria, dove si parlerà ampiamente di antisemitismo su tutti i media, il mio pensiero va a quell' olocausto nascosto e silenzioso di cui si parlerà poco per bigottismo, che è l'"Omocausto", l'inumana morte dei "triangoli rosa".