sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 13:37 - lunedì, 12 maggio 2008 in "citazioni, riflessioni, articoli, omofobia, temi sociali"
LONDRA - L'incitamento all'odio verso l'orientamento sessuale sarà considerato un crimine penale, grazie alla legge passata al parlamento, che sarà ufficialmente promulgata dalla Regina Elisabetta II oggi, 9 maggio 2008.
Tuttavia, il governo ha accettato un emendamento che permetterà alle persone di usare la libertà di espressione come clausola per difendersi dalle accuse di incitamento all'odio. L'organizzazione britannica LGBT Stonewall ha dato il benvenuto alla legge, salutandola come un esempio di civiltà e di uguaglianza sociale. La legge ha ottenuto anche il supporto dell'associazione "ebrei inglesi", i cui rappresentanti hanno ricordato di aver provato storicamente la discriminazione culturale e l'incitamento religioso all'odio.
(fonte gay.tv

Mi sta bene anche l'emendamento, che comunque è in odore di democrazia, tuttavia auspico che la legge sia applicata a pieno. Un altro Paese aggiunge un ulteriore tassello importante nel mosaico delle libertà civili nei Paesi dell'Unione. L'Italia come al solito invece su questo tema, resta sorda da anni, e suppongo, ahimè, lo resterà per un bel po' di tempo. Speriamo soltanto che le cose anzichè migliorare o mal che vada restino stabili, invece peggiorino!
"Infatti non si tratta di mettere voi nel bisogno per dare sollievo agli altri, ma di seguire un principio di uguaglianza" (2 Cor. 8:13). Questo versetto è contestualmente rifetito alla colletta. Ma cos'è la colletta infondo se non l'invito al sostegno reciproco nella comunità? Questa legge è un esempio per me di "colletta" legislativa che rende servizio non agli interessi personali di alcuni ma all'uguaglianza dei cittadini.
Ho sempre detto che l'Inghilterra e la Scozia sono i due Paesi in cui vorrei vivere. Confermo ancora una volta la mia opinione. Anche la Spagna è molto avanti, l'Olanda ecc... ma non parlo nè olandese, nè spagnolo, eheh, e poi alle spiaggie assolate spagnole, preferisco le romantiche e uggiose coste delle Highlands :)
sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 15:24 - mercoledì, 07 maggio 2008 in "storia e civiltà"

Buongiorno a tutti. E' passata con cene e festeggiamenti con gli amici la ricorrenza annuale di Beltane, festa celtica di fecondità e unione. Una bella cenetta l'1 maggio con Arend, la Katya, la Kappa e la Mary a casa mia, e poi il 3 e il 4 tutti insieme in tenda a Masserano (Biella) per la Festa di Beltane dell'Antica Quercia e l'accensione dei tradizionali falò. Non sono pagano in questo senso, ma amo molto le rievocazioni storiche che tengano vive le tradizioni e la storia della mia terra.
Colgo l'occasione per parlare un po di questa ricorrenza (per me è il quarto anno che vado). Quest'anno l'argomento di cui tratterò è Milano, la mia città, la sua fondazione e del luogo ove sorge il suo simbolo più conosciuto: il Duomo.

Tutto ha inizio in epoca protoceltica, dove veniva venerata come rappresentazione del divino femmineo, una dea chiamata Belisama, dea del fuoco (bel= luce) venerata nella Gallia Cisalpina e Transalpina, fin anche alle isole britanniche. Una iscrizione in Aquitania la ricollega in epoca romana a Minerva.

Minervae / Belisamae / sacrum / Q(uintus) Valerius / Montan[us] / [e]x v[oto?]”

Ciò si ricollega a Beltane: Alcuni miti collegano il culto di Belisama, dea del fuoco e della luce, alle feste di Beltane e Ostara (nei secoli sostituite con la Pasqua cristiana che cade secondo i calcoli lunari in questo periodo dell'anno: Ostara da cui Easter, Pasqua, in inglese), che vengono celebrate in primavera, cioè all'inizio della stagione luminosa. Durante queste feste i druidi celebravano rituali con falò' e fuochi (luce-fuoco).
Pianta sacra a Belisama era il biancospino. Tito Livio, famoso storico latino, narrò la storia leggendaria della fondazione di Milano, avvenuta attorno al IV secolo a.C. La Leggenda narra di Belloveso, che guida le truppe celtiche contro gli Etruschi del Ticino e che si insedia in una zona popolata dagli Insubri. La leggenda di Belloveso e Segoveso inviati dal re Ambigato (gemelli come Romolo e Remo per Roma), si arricchisce del particolare di una scrofa semilanuta (protosimbolo di Milano) adagiata sotto un biancospino sacro a Belisama, che gli avrebbe indicato il luogo dove fondare la nuova città.

Dati archeologici alla mano, sotto la Biblioteca Ambrosiana in piazza San Sepolcro si trova tuttora l'antico centro esatto di Mediolanum, con l'incrocio tra il Cardo e il Decumano (le due principali arterie del sistema urbanistico romano). Sotto la cui pavimentazione del I secolo ci sono resti di insediamenti golasecchiani del V secolo a.C.
All'origine di Milano vi sarebbe secondo alcune teorie, un cerchio sacro a Belisama. Il luogo ove sorge l'attuale Cattedrale sarebbe stato sacro fin dall'antichità: prima un cerchio sacro celtico in onore di Belisama, poi un tempio romano in onore di Minerva, con cui Belisama fu identificata e i cui resti sono stati rinvenuti sotto al Duomo, ed infine le basiliche di Santa Maria Maggiore e Santa Tecla, che precedettero il Duomo di Santa Maria Nascente che oggi conosciamo. La Madonnina d'oro che domina la guglia più alta, che per i cattolici romani rappresenta la Vergine, una figura che gode presso la suddetta chiesa di un culto detto di “iperdulia”, cioè intermedio tra quello dei santi e di Dio stesso, si colloca sopra un luogo già storicamente dedicato a figure divine femminili, dalla notte dei tempi.

sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 16:07 - venerdì, 25 aprile 2008 in "citazioni, riflessioni, temi sociali"
Premessa:
Il mio blog non vuole avere una valenza politica, nè tantomeno essere schierato politicamente per un partito piuttosto che un altro. Esso è qui per testimoniare la fede di un ragazzo  appartenente a una chiesa riformata storica calvinista,  e che lotta in qualità di omosessuale per il riconoscimento legale dei pieni diritti civili per le coppie gay, e contro ogni forma di discriminazione e violenza fisica e psicologica ai danni dei singoli. Questo blog fondamentalmente è volto alle libertà individuali e sociali, ma anche religiose in un ottica di uno stato laico laddove Stato, chiese crsitiane e religioni non cristiane si adoperino per la costruzione di una liberà società democratica e laica senza interferenza o ingerenza reciproca. In quest'ottica, nell'ottica della LIBERTA', si colloca il mio pensiero di oggi. Non voglio schierarmi politicamente verso destra o verso sinistra. Sappiamo tutti che gli estremismi portano sempre  al male. Nessun libro di storia nega che perfino la dittatura fascista agli inizi qualcosa di buono per il Paese lo fece, certo è che il male che ne seguì coprì di gran lunga il bene. Nessuna dittatura, di stampo fascista o comunista che sia, è artefice di democrazia e libertà, per definizione.
I fatti storici parlano da soli.


Il 25 aprile 1945 i partigiani liberarono Milano dall’occupazione dei nazisti e dai fascisti poco prima dell'arrivo delle truppe angloamericane ancora impegnate allo sfondamento della Linea Gotica che separava di fatto in due l'Italia.
Come sappiamo ne segue il tentativo di fuga di Mussolini da Milano vestito da SS verso la Svizzera per poi andare in Spagna, allora ancora governata dal gen. Francisco Franco, insieme all'estercito tedesco in ritirata. A Dongo il dittatore viene riconosciuto e fucilato, ma i dettagli sull'esecuzione ancora oggi sono oscuri e controversi. Il 29 aprile i corpi di Mussolini, della sua amante Claretta Petacci e di altri gerarchi, vengono appesi a testa in giù in piazzale Loreto a Milano, laddove tempo prima furono fucilati dal Regime 15 partigiani. Nei giorni seguenti come sappiamo ci furono esecuzioni sommarie, vendette contro i repubblichini, le donne "fasciste" rapate a zero e messe alla berlina. Nemmeno quella fu tuttavia una pagina pulita e limpida dell'Italia, ma la lotta per la libertà ebbe il suo via.

La violenza di un ventennio di dittatura, sommata alla devastante alleanza con la Germania nazista di Hitler e a 5 anni di una guerra spaventosa e distruttiva, gererò purtroppo altra violenza.
Bisogna fare molta attenzione a quei politici che come i profeti predicano e promettono illudendo con vane promesse sociali, mirando poi all'oligarchia, agli interessi personali pensando magari all'inizio anche al Paese, limitando però la libertà dei cittadini per raggiungere lo scopo prefissato. Soldi, potere, megalomania... la tentazione è forte per gli esseri umani fin troppo pieni di sè.
Togliere le libertà inviolabili dell'individuo, non è mai la strada giusta, nè in ambito politico, ove si genera la dittatura, nè religioso, ove si genera la teocrazia.
«Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,15-16), e di fatto, col senno di poi di dittatori di ogni specie e fazione politica ne abbiamo visti, e abbiamo visto i risultati, non ultimo Saddam Hussein, ma questa è un'altra storia.

Ricordiamo le vittime del regime, e le violenze che ne seguirono durante la Liberazione. In guerra non ci sono veri vincitori, sempre e solo vinti e vittime, in ogni fazione. La Festa della Liberazione deve ricordare a tutti che la libertà è il centro su cui bisogna convergere: libertà e diritti per ognuno.
Anche se attualmente in Italia sembra che qualcuno abbia deciso di nascondere la testa sotto la sabbia, accettando un partito che politicamente è la rifondazione del partito fascista nella sua visione più estremista, cosa tra l'altro vietata dalla Costituzione, procediamo e portiamo avanti le nostre ideologie guidate dalla libertà, per una società civile senza violenza e discriminazione.
sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 18:44 - giovedì, 24 aprile 2008 in "citazioni, riflessioni, temi sociali"
Il 22 aprile scorso era l'Earth Day, giornata dedicata al mondo che ci ospita. facevano bene gli antichi pagani a venerare la Terra come una dea, come una madre che genera e coi suoi frutti dà sostentamento a miriadi di forme diverse di vita. Gli antichi ben conoscevano la ciclicità della Natura ed essi la sfruttavano e la onoravano, e soprattutto la rispettavano. Le religioni indifferenti, la scienza, la società, lo sviluppo tecnologico-industriale, hanno fatto perdere all'uomo il contatto con il Creato.


"«Riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra».  Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento»". (Gen 1:28-30)

Con queste parole l'autore della Genesi sicuramente intendeva dire che Dio ha creato l'uomo a sua immagine e sogmiglianza e l'ha posto nell'Eden creando un rapporto di usufrutto delle risorse, dagli animali ai vegetali. Tuttavia il "dominare" significa avere potere su qualcosa, ma quando si domina su qualcosa bisogna saperlo gestire per farlo fruttare al meglio. Non dobbiamo essere come gli alieni dei film  che viaggiano di pianeta in pianeta come locuste, prosciugandone le risorse. Nelle popolazioni aliene cattive della fantascienza noi siamo soliti riporre ciò che di socialmente negativo vediamo in noi stessi, e da ciò ne deriva che lo sfruttamento indebito della natura e delle risorse è una cosa deplorevole per il nostro modo di vedere le cose.

"Dio il SIGNORE prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse". (Gen 2:15)


Da ciò ne deriva ampiamente che il Creato non fu il campo da gioco dell'uomo, dove le risorse dovevano essere depredate. Dio consegnò il Creato all'uomo perchè lo custodisse. A partire da questa considerazione, vi sembra forse che (sia che per voi Dio esista, sia che per voi la natura e la vita siano una casualità scientifica) l'uomo stia "custodendo" il mondo in cui vive? Cicli natuirali di raffreddamenti globali e inaridimenti e desertificazioni sono sempre avvenuti nei millenni e nei milioni di anni, con cicli lunghi che hanno permesso l'adattamento delle specie animali e vegetali al nuovo clima locale. L'uomo dalla rivoluzione industriale ad oggi ha accelerato il processo di riscaldamento terrestre in modo tale da far sì che i danni dei mutamenti climatici siano repentini e su scala immediata, sulla scala della decina d'anni, senza la possibilità per le specie animali e vegetali di adattarsi secondo la selezione naturale nel lunghissimo periodo.
Di tutto è stato detto sull'effetto serra, sull'inquinamento, protocollo di Kyoto, danni all'ambiente, ghiacciai che si sciolgono, mutamenti climatici, quindi è inutile che scrivo cose trite e ritrite.
Ognuno nel proprio piccolo è chiamato a fare la sua parte nella tutela dell'ambiente e del nostro pianeta. Non c'è bisogno di ricorrere all'ambientalismo più estremista. Cominciamo con l'appoggiare i risparmi energetici quando e laddove possiamo, o limitare l'uso delle automobili a seconda della lunghezza degli spostamenti che dobbiamo fare. Usare i mezzi pubblici quando si vive nelle grandi città durante il giorno, e quando è possibile preferire fonti energetiche come il fotovoltaico, riciclare vetro, plastica, carta. Molti Paesi già si prodigano in questo senso. Anche molte Chiese (come quelle riformate di cui faccio parte) sono presenti in prima linea sull' ecosostenibilità delle proprie strutture. Molti Paesi sono invece indietrissimo in questo. Tanti piccoli gesti di ognuno di noi sommati assieme, su larga scala, possono fare qualcosa: se tutti diamo una mano a curare il nostro pianeta malato prima che la malattia sia irreversibile con terribili danni per la nostra società, consengeremo un mondo meno devastato ai posteri, e, per quanto mi riguarda, avremo custodito il creato secondo il disegno divino.
sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 05:00 - martedì, 08 aprile 2008 in "citazioni, riflessioni, articoli, scleri, omofobia, e ti pareva"

La storia di sorella Cristina, che ho avuto il piacere di incontrare e di conoscere personalmente a Milano alla veglia del 2 aprile, è finita sul giornale . Credo che lo scandalo più grande non sia la sua fede, il suo doloroso percorso di transizione, nè tantomeno la sua vocazione; Scandalosa è la Curia di Torino, che ha negato all'ultimo momento una chiesa cattolica per la veglia contro l'omofobia. "Volevano che tutto avvenisse con discrezione".  Della serie "Vi diamo una chiesa cattolica a patto che facciate una veglia silenziosa, nascosta, non pubblicizzata, di quelle catacombali stile epoca neroniana"? Qui si predica bene e si razzola male cari fratelli cattolici. Una chiesa bimillenaria che si ritira davanti al velo di una religiosa? Temevate forse un articolo catastrofico tipo: "La Chiesa Cattolica apre le porte ai gay e ai trans" ? Sarebbe venuto giù il Vaticano e a Benedetto XVI sarebbe venuto un colpo, sicuramente, e il cardinale di Torino avrebbe avuto le sue gatte da pelare, posso capire (mah, fino a un certo punto cmq). Forse farà notizia il caso di una donna che diviene suora ma nata di un altro sesso, tuttavia credetemi: per me fa più notizia il vostro ritiro per paura del clamore, al posto della grande accoglienza che vi piace tanto predicare.
Ricordate che "Chi ha paura non è perfetto nell'amore" (1 Giovanni 4:18).
Scusate la mia lingua tagliente, ma l'ora è tarda e ste cose a me fanno girare gli zebedei!


Ecco l'articolo tratto dal sito web del Corriere della Sera, del 5 aprile 2008:

Torino No della Curia

Cambia sesso e diventa suora: ora veglia per i gay

TORINO - Cristina ha 40 anni, l' abito lungo e nero, il velo che le incornicia il viso. Si sveglia all' alba per le Lodi e prega molto, fino a sera, alternando il raccoglimento con l' assistenza e il lavoro. È suora francescana, castità, obbedienza e povertà, ma ha dovuto cercarsi una chiesa che la accogliesse perché la sua, quella cattolica romana, le ha «chiuso le porte»: quando è nata, Cristina era maschio, Marco, ma a 20 anni ha cambiato sesso, per poi trovare la sua vocazione. Un caso unico, difficile da accettare per i vescovi fedeli al Papa. Ora è una religiosa della Riconciliazione, la piccola comunità monastica nata in Italia dalla chiesa vetero-cattolica, vicina a quella anglicana. È stata sua, ieri sera, la testimonianza più toccante alla veglia di preghiera torinese per le vittime di omofobia e transfobia. La serata avrebbe dovuto svolgersi nella chiesa cattolica di San Pietro a Cavoretto, ma ieri alle 18 è arrivato il contrordine: «Mi hanno comunicato che l' appuntamento era annullato - dice don Paolo Fini -. Avevo dato volentieri la chiesa, poi le stesse persone hanno preferito rinviare, non era più opportuno. Volevano che tutto avvenisse nella discrezione ma questa condizione è mancata». La veglia si è svolta nella chiesa vetero-cattolica. «Sono nata a Sezze e cresciuta dalle suore - dice Cristina - perché mamma e papà lavoravano. Fin da piccola mi sono sentita femmina. Il ricordo più brutto? Quando mi hanno sequestrato la Barbie. A 13 anni ho parlato a mia madre, mi ha accettato. Appena maggiorenne mi sono operata». Cristina si commuove di fronte alle immagini di San Francesco: «Il Cantico delle Creature è il primo testo che ho imparato, e non lo dimentico. Ma la mia vita da cattolica è diventata un inferno. Ho seguito un corso ad Assisi per le vocazioni, ho frequentato le Clarisse, poi mi hanno indirizzata al mio vescovo, a Latina. Saputa la verità ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano. Oggi sono suora francescana e vetero-cattolica. Parlo con Dio, assisto, nel mio cuore resta il sogno di contemplare il Signore in monastero. La castità non mi pesa, la solitudine sì». Vera Schiavazzi

sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 18:33 - venerdì, 04 aprile 2008 in "citazioni, riflessioni, omofobia"
"I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal"
(Discorso al Lincoln Memorial, 28-08-1963)

Mi accingo ora ad una complesa e ardita rievocazione della memoria di un grande personaggio della storia contemporanea, collegandola al tema che mi sta a cuore, ovvero i diritti civili per gli omosessuali, coppie o singoli che siano. Tutto ciò senza voler offendere nessuno.

Si ricorda oggi il 4-04-68, giorno in cui a Memphis il rev. Martin Luther King, pastore battista e figura di spicco nella lotta per i diritti civili e per la non violenza, venne assassinato. Leader per l'emancipazione delle persone di colore, si è fatto universalmente portavoce di tutte le minoranze schiacciate socialmente da una oppressione ingiusta.
Egli visse e morì in una società come quella americana, radicata nel puritanesimo più bigotto, in una visione religiosa dominante, in cui la lontanissima Guerra di Secessione era ancora una ferita aperta sulle anime delle persone, un' epoca in cui gli uomini per davvero NON erano tutti uguali. Un' epoca tristemente vicinissima alla nostra.
La democrazia e la vera laicità, in cui morale religiosa e diritti civili siano separati, sono ancora utopie anche nella società d'oggi spesso e volontieri, ma all'epoca era perfino un'idea improponibile.
Solo  due anni prima dell'assassinio di King, un verdetto della Corte Superiore della Virginia, che oggi considereremo anacronistico e degno delle pagine più oscure del Medioevo, sentenziò a proposito del divieto di matrimoni interrazziali:

«il Signore onnipotente creò le razze bianca, nera, gialla, malese e rossa e le dispose nei diversi continenti (…); il fatto che separò le razze mostra che non voleva che si mescolassero»

Questa sentenza fa spavento, per quanto ricalchi l'idea del "contro natura" delle unioni omosessuali, quanto la religione nella sua forma più repressiva influenzasse la legislazione. Tuttavia la decisione della Virginia fu ribaltata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti già con la sentenza del 12 giugno 1967, per la quale:

 «la libertà di sposarsi è riconosciuta da tempo come uno dei diritti personali essenziali per la ricerca della felicità».

Anche al giorno d'oggi molti bianchi non sposerebbero mai una donna o un uomo di colore, o viceversa. Ma sono libere scelte, e un matrimonio interraziale non sconvolge assolutamente più nessuno. E' normale, è la prassi, condivisibile o meno che essa sia, ed è giusto così.
Forse tra molti anni, dopo che le battaglie delle generazioni passate, compresa la nostra, avranno lasciato il segno, anche i matrimoni omosessuali saranno riconosciuti universalmente legittimi. E chi non si sente di avvallare una simile possibilità per convinzioni religiose, semplicemente non ne usufruisca. La società deve garantire a tutti, di qualunque fede o religione, ateismo e agnosticismo inclusi, gli stessi diritti. Se poi un cattolico o un musulmano  per esempio non possono e non vogliono per convinzioni personali usufruire di una legge, non lo facciano. Come dire estremizzando il discorso all'eccesso: se una donna cattolica è contraria all'aborto per convinzione religiosa, non lo pratichi, ma lasci che una donna agnostica possa farlo.

Tornando a Martin Luther King, molto è stato detto di lui, molte Chiese Battiste integraliste di colore (purtroppo guidate anche da Berenice, figlia di King) e non solo, lo hanno retto a bandiera contro le unioni omosessuali. In realtà non fu esattamente così come dimostra questa fotografia con Bayard Rustin, apertamente gay, e attivista nero per i diritti civili insieme a King, facendogli da consulente riguardo alla politica della NON VIOLENZA.

Una posizione univoca non potremmo mai averla dalle parole del famoso reverendo. Coretta Scott King, moglie di Martin, dichiarò che i diritti civili dei gay sono equiparabili a quelli dei neri, come lotta.

Omosessualità a parte, razzismi a parte, Speriamo che il Signore e la storia, ci possano donare altri personaggi carismatici di tale elevatura, per poter un giorno essere davvero un mondo pacifico, unito nelle diversità di ciascuno.

Dada.
sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 18:55 - giovedì, 03 aprile 2008 in "riflessioni, ricordi, my diary, omofobia, culti e affini"
Mercoledì 2 aprile, ore 20.10 circa: zona Moscova. Io la Katyuccia arriviamo in quei di via Pinamonte da Vimercate, ma la chiesa Battista era deserta. Il tempo di fare il giretto dell'isolato e becchiamo Lore. Entriamo e arriva anche l'organista. Io e la Katyuccia il past. Martin a togliere il tavolo della Santa Cena e a sistemare le sedie per i ministranti, mentre Lore e l'organista provano i canti. Arrivano altri del Varco, della Fonte,  e iniziamo a sistemare i foglietti per l'ordine del culto della veglia e i canti. Attendiamo impazienti Gianni del Guado, che aveva i lumini, i paramenti di Vittoria (diacona veterocattolica), e il cero pasquale. Arriva gente e la Katyuccia ormai a suo agio nella sua prima visita alla Chiesa Battista, si mette a fare servizio di accoglienza consegnando all'ingresso del tempio i foglietti del culto, e lì rimane fino all'inizio della celebrazione. Frattanto io mi aggiro per i saluti, a Vittoria, Anne (la nostra pastora valdese), a Suor Cristina (anch'ella veterocattolica), ai conoscenti dei vari gruppi. Anne in "uniforme" con la toga nera con colletto bianco, e Vittoria con piviale bianco da me sistemato, scelto tra due: uno rosso e uno bianco. Arrivano amici, amiche e anche l'Arendone con il Luigi. io le la Katyuccia ci dividiamo il compito degli "effetti speciali" (l'accensione / spegnimento delle luci del tempio).
canti di Taizè, e inni protestanti, testimonianze di buio e sofferenza, crude e toccanti. Momenti di commozione per alcuni, di riflessione per altri, a seconda di chi si riconosceva in una violenza piuttosto che un altra. Toccanti alcuni momenti, come le preghiere spontanee, o le riflessioni di amore e apertuta verso gli omosessuali pronunciati da Vittoria e dai pastori Anne e Martin, che presiedevano la veglia. Bellissimo il momento in cui ognuno accendeva il lumino del proprio vicino, così da diffondere nel Tempio la luce delle candele, mentre le luci erano ancora spente. I momenti per me piu toccanti sono stati sicuramente la testimonianza di Suor Cristina, che nella sua semplicità e timidezza ha brevemente raccontato il suo cammino di fede monacale, accennando solo brevemente alla fine al suo passato anagrafico in un altro sesso. La sua fede prima di tutto. Grande testimonianza, sebbene io sia protestante. l'apice della veglia è stato alla fine quando la benedizione ce la siamo impartiti tra di noi, ognuno abbraccoando il proprio vicino, secondo il principio protestante del sacerdozio universale, e la chiesa si è sciolta in un abbraccio in cui tutti uscivano dalle panche e i pastori venivano da noi ad abbracciarci...ma non freddamente o come gesto formale e liturgico ma con gesti tipici degli amici, strette forti, prese in braccio, baci, saltelli, sorrisi... tutti una grande famiglia ehehe. E poi i saluti a tutti i presenti. Grandi assenti erano come c'era da aspettarselo gli esponenti del clero della Chiesa Cattolica (Ambrosiana o Romana non ha importanza). C'era anche il nostro pastore Gianni, che non mi aspettavo di vedere, e poi quelli del gruppo Varco. Il bello è che anche la Katya si è sentita subito a casetta. Un ultimo abbraccio a Vittoria e ad Anne, un saluto al vescovo veterocattolico, e un saluto a Martin, con la promessa di ricambiare la sua ospitalità nel tempio battista per la veglia sull'omofobia, andando domenica prox al culto BMLV (congiunto delle chiese protestanti storiche, battiste, metodiste, luterane e valdesi) per ricordare Martin Luther King, da noi ricordato anche nel titolo stesso della nostra veglia "Anche noi abbiamo un sogno" e in una lettura alternata nella veglia stessa in cui la voce guida recitava passi di Isaia 40 e noi rispondevamo con passi di "I have a dream" di Martin Luther King.
bella davvero. Ora dovremmo organizzare una bella rimpartiata post-veglia con tutti i gruppi e le chiese che hanno partecipato all'organizzazione, per un rinfresco, un aperitovo, un qualcosa... insomma... non è che dobbiamo restare in contatto solo x le veglie!! E' bello che i legami che si creano nel tempo, restino anche nel tempo, al di là dell'appartenenza ad una chiesa piuttosto che un altra.

Nell'immagine, il tempio Battista di via Pinamonte da Vimercate, Milano, tratta dal sito http://www.protestantimilano.it
sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 14:40 - lunedì, 31 marzo 2008 in "avvisi, omofobia, culti e affini"
In qualità di webmaster del gruppo Varco-Refo di Milano, ed essendo nel gruppo degli organizzatori della veglia stessa, anche sul mio blog posto il comunicato stampa, tratto dal sito del Varco, riguardo alla veglia per le vittime dell'omofobia, che si terrà a Milano il 2/04/08 nella Chiesa Evangelica Battista.

Anche noi
abbiamo un sogno!


Nell’aprile dello scorso anno, si celebravano le esequie del giovane Matteo, morto suicida per le angherie dei suoi compagni di scuola. Un piccolo gruppo cristiano di Firenze organizzò un incontro di preghiera per commemorare Matteo e per richiamare l’attenzione delle comunità cristiane sulla violenza che nasce dal disprezzo anche per gay, lesbiche, transessuali e transgender. L’iniziativa fu condivisa da altri gruppi cristiani e il 28 giugno 2007 si celebrarono veglie di preghiera in numerose città italiane.

Anche quest’anno, Milano ricorderà Matteo, alla vigilia del quarantesimo anniversario della morte di Martin Luther King, il pastore battista che ha pagato con la vita l’impegno per superare il pregiudizio e la paura.

«Io ho sempre davanti a me un sogno… che un giorno questa Nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali […] e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza». (Martin Luther King)

E’ questa anche la nostra speranza: vincere con l’amore i pregiudizi e le discriminazioni che ancora feriscono e creano sofferenze a tanti di noi. Con questo spirito, ringrazieremo Dio per averci creato così come siamo e per averci dato la possibilità di testimoniare il suo Amore nella varietà di relazioni d’amicizia e di amore che ci chiama a vivere.

Vi invitiamo alla
Veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia
che si terrà


Mercoledì 2 Aprile 2008 alle ore 21.00

Presso la Chiesa Evangelica Battista di via Pinamonte da Vimercate 10
(MM2 Moscova)




Gruppo la Fonte - Omosessuali credenti - Milano - http://www.gruppolafonte.it/
Gruppo del Guado - Cristiani omosessuali – Milano - http://www.gaycristiani.it/
VARCO - Gruppo evangelico per la Valorizzazione e il Riconoscimento della Comunità Omosessuale, membro della Rete evangelica di fede e omosessualità - Milano - http://gruppovarco.altervista.org/
Parrocchia Gesù di Nazareth - Chiesa Veterocattolica - Milano – http://groups.msn.com/amore/

Per maggiori informazioni sulla veglia: http://inveglia.wordpress.com/info/
sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 15:26 - martedì, 25 marzo 2008 in "cazzate"
Questa canzone è dedicata a Kaisentlaia, SMUACK!!! TVB

THE HAZZARDS - "GAY BOYFRIEND"


sussurrato da Dada mentre rintoccavano le 23:05 - sabato, 22 marzo 2008 in "citazioni, riflessioni, auguri"
Auguri di Buona Pasqua

dal BILBY pasquale come ogni anno. Come sapete il bilby è il coniglio pasquale in Australia (Se non ci credete guardate il link)... Il bilby il bilby il bilbyyyyy che bellinooooo!!
Buone pappe a tutti e buone gite fuoriporta con gli amici (Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi), tempo permettendo. Domani a parte il culto anche io farò le pappe, cucinate da me ^__^. Strafogatevi di colombe e uova di cioccolato. Io siccome di belle sorprese non ne avrò MAI, evito di prendere l'uovo.



Eppure è Pasqua, la festa di Resurrezione, ma non voglio parlarvi oggi di Gesù, del suo sangue che ha lavato il peccato di Adamo, o della Resurrezione che è la chiave del Cristianesimo. Ci saranno abbastanza pulpiti da cui risuoneranno i versi evangelici a riguardo e altrettanti sermoni e prediche. Sappiamo tutti di redenzione, di miracoli, della pietra rotolata, del sepolcro vuoto, della rivelazione a Maria di Magdala, ecc... Parliamo di amore invece, che fa sempre bene!


Ho una citazione per voi, che non è biblica ma tratta da un Racconto dei Chassidim, letta qualche giorno orsono tra le riflessioni proposte nella Settimana Santa sul Lezionario che utilizziamo spesso nelle nostre chiese protestanti:

Un rabbino chiese a un ebreo: "Mi ami?"
Quello rispose "Sì, certo che ti amo "
Il rabbino chiese ancora: "Sai qual'è il mio dolore?"
"Come faccio a sapere qual'è il tuo dolore?-replicò l'altro.
"Allora - concluse il rabbino- non è vero che mi ami.
Non mi puoi amare, se non conosci il mio dolore".

Cosa vuol dire quindi amare?  Qual'è il legame tra amore e dolore? Amare qualcuno significa conoscerne anche il dolore? Riflettiamo insieme e commentate pure. Auguri a tutti voi.